Il Brunello di Montalcino non perde la sua identità. Ieri sera al termine di
un'infuocata assemblea del Consorzio di tutela (che ha riunito oltre 190 imprese
sulle 240 totali), è stata ancora una volta bocciata la proposta di infrangere
il tabù del «100% Sangiovese». L'ipotesi, avanzata dallo stesso Consorzio di
tutela, di consentire almeno al Rosso di Montalcino di utilizzare fino a un 15%
di altri vitigni è infatti stata respinta. Il disciplinare di produzione della
celebre denominazione toscana prevede che, sia il Brunello che il Rosso di
Montalcino, debbano essere realizzati
esclusivamente con uve Sangiovese. Ancora una volta tra i produttori continua a prevalere l'idea che la regola del «100% Sangiovese» sia la chiave del successo dei vini di Montalcino, le cui vendite 2011 crescono del 15%.
esclusivamente con uve Sangiovese. Ancora una volta tra i produttori continua a prevalere l'idea che la regola del «100% Sangiovese» sia la chiave del successo dei vini di Montalcino, le cui vendite 2011 crescono del 15%.